Un nuovo trattamento riduce efficacemente il grasso epatico e il peso nelle persone obese
Un farmaco innovativo, il survodutide, dimostra un’efficacia notevole nel trattare l’obesità e una malattia del fegato legata a disturbi metabolici. Questa condizione, chiamata steatosi epatica metabolica, è caratterizzata da un accumulo anomalo di grasso nel fegato, spesso associato a infiammazione o fibrosi. Colpisce in particolare le persone in sovrappeso e può evolvere verso complicanze gravi se non viene gestita.
Lo studio ha coinvolto 216 adulti affetti da obesità, definita da un indice di massa corporea elevato, e con steatosi epatica a rischio. I partecipanti hanno ricevuto un’iniezione settimanale di survodutide a una dose di 6 mg o un placebo. Dopo 48 settimane, i risultati hanno rivelato che l’84% delle persone trattate con survodutide ha registrato una riduzione di almeno il 30% del grasso epatico, misurata tramite risonanza magnetica. In confronto, solo il 24% dei partecipanti sotto placebo ha raggiunto questa soglia. La perdita di peso media è stata significativamente più importante nel gruppo trattato, con una diminuzione del 12,2% rispetto all’1% del placebo.
Il survodutide agisce attivando simultaneamente i recettori del glucagone e del peptide-1 di tipo glucagone, due ormoni coinvolti nella regolazione del metabolismo e dell’appetito. Questa doppia azione favorisce la riduzione del grasso corporeo e migliora la salute del fegato. Gli effetti collaterali più frequenti, principalmente digestivi come nausea o diarrea, si sono verificati soprattutto durante la fase di aumento progressivo delle dosi e sono generalmente stati lievi o moderati.
Oltre alla riduzione del grasso epatico e del peso, il trattamento ha portato anche a miglioramenti notevoli in diversi marcatori di salute. La circonferenza addominale è diminuita in media di 11 cm, mentre la pressione arteriosa, i livelli di zucchero nel sangue e i marcatori infiammatori hanno mostrato progressi significativi. Questi cambiamenti suggeriscono un beneficio globale per la salute cardiometabolica, riducendo così i rischi di complicanze legate all’obesità e alle malattie del fegato.
I risultati indicano anche che il survodutide potrebbe attenuare l’infiammazione del fegato e rallentare, se non addirittura invertire, la progressione della fibrosi, un indurimento del tessuto epatico che può portare a cirrosi. Sebbene lo studio si sia limitato a una durata di 48 settimane, i miglioramenti osservati lasciano intravedere un potenziale terapeutico importante per le persone affette da queste patologie, spesso difficili da trattare.
Questo trattamento apre quindi una prospettiva promettente per i pazienti che soffrono di obesità e steatosi epatica, offrendo un approccio efficace per ridurre sia il grasso corporeo che i rischi associati alle malattie metaboliche.
Informations et sources
Référence scientifique
DOI : https://doi.org/10.1038/s41591-026-04479-3
Titre : Survodutide in adults with obesity and metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease: SYNCHRONIZE-MASLD, a randomized, double-blind, placebo-controlled phase 3 trial
Revue : Nature Medicine
Éditeur : Springer Science and Business Media LLC
Auteurs : Lee M. Kaplan; Elena Startseva; Carel W. le Roux; Sean Wharton; Biykem Bozkurt; Daniel F. Mazo; Jessica von Schlippenbach; Sandra González Maldonado; Samina Ajaz Hussain; Guy W. Neff; Yaneicy Gonzalez Rojas; Charles Smith; Ramy Younes; Arun J. Sanyal; ; Antonio O. Martin; Mark Leibowitz; Douglas Denham; Kevin Korenblat; Michael Herman; Shekhar Challa; Rasha Youssef; Masi Khaja; Apinya Vutikullird; Humberto Aguilar; Naga Chalasani; James Maher; Ronald Surowitz; Cassandra Steimle; Yaneicy G. Rojas; Antonio Sanchez; Ruth E. Kavcioglu; Julio Vijil; Robert Perry; Guy Neff; Martha G. Navarro; Omer Khalid; Rizwana Mohseni; Julie Vu; Gregg Lucksinger; Satish Iduru; Dmitry Shuster; Bruce Segal; Paul Hellstern